Ri Briganti Band


Vai ai contenuti

storia del gruppo

la band

Come nasce il gruppo

Il gruppo Ri Briganti band nasce nel 2005, intorno all'idea di riprendere la musica popolare, come parte del nostro patrimonio storico-culturale e arricchirla attraverso "contaminazioni" musicali (più o meno) moderne, al fine di riproporle al grande pubblico sotto una nuova veste senza travalicarne l'essenza originale. Nell'attuale panorama musicale, troppe sono le influenze di provenienza straniera (in particolare dalle aree metropolitane americane) alle quali ci stiamo inesorabilmente uniformando.
Recentemente, si sono prepotentemente imposti generi musicali come il rap, l'hip pop, la tecno-disco ecc. Queste nuove tendenze si sono affermate soprattutto nei gusti dei più giovani, che rischiano di essere deprivati della possibilità di conoscere la musica popolare e tradizionale più in generale, sempre più annegata nei ricordi, o risuonante ancora, timidamente, in qualche borgo del sud. Ma anche presso gli autori che hanno cercato di rispondere a "tale moda". Ed è proprio in contrasto con queste tendenze esterofile, massificanti, capaci di appiattire perfino i gusti intra-generazionali, che prende forma il nostro progetto musicale.

Un nome strano?
Già, quel "Ri" davanti al nome della band desta spesso curiosità ...si tratta, molto semplicemente, dell'articolo determinativo plurale maschile "i", nella forma dialettale aurunca. Arcano svelato!

Perché briganti?

Il riferimento ai "briganti" che si opposero (…o credettero di opporsi) al "processo di unificazione" del nostro Paese (brigantaggio post-unitario), appare fin troppo scontato: anche noi ci opponiamo (o tentiamo di opporci) al "processo di unificazione" dei generi musicali in un "unicum" indefinito, piatto e tendenzialmente imposto dalle mode (una sorta di nichilismo musicale), che lentamente risucchia, fino ad annullare, la nostra identità "musi-culturale" tipica del sud e dell'area mediterranea più in generale.


L'idea della band, dunque, appare evidente: esportare il nostro "sound", caratterizzato fortemente dalla musica popolare, sia pure con delle rivisitazioni stilistiche (figlie del background musi-culturale di ogni componente del gruppo), per ri-presentarlo, in una veste nuova, alla conoscenza del grande pubblico, sottraendolo così al generale oblio in cui di finire. Nulla in contrario, dunque, alla esplorazione e alla conoscenza/fruizione di altri generi musicali, a patto che questi ultimi non portino a soccombere e a scivolare nel dimenticatoio il nostro patrimonio storico, musicale e culturale.


Il progetto

Il progetto mira ad una rielaborazione dei brani tipici del genere popolare con particolare attenzione per i canti di protesta, come le tammurriate, ma anche quelli più ritmici e coinvolgenti come le tarante e le pizziche, contaminandole con ritmiche ed armonie caratteristiche a tutto il bacino del mediterraneo e degli altri sud del mondo… strizzando l'occhio, di tanto in tanto, a qualche nostalgico riferimento di sapore psichedelico. Ciò allo scopo di far riscoprire al grande pubblico, quella parte della nostra storia musicale non più in voga presso le nuove generazioni, dimostrando come, invece, quella stessa musica, sia tutt'altro che vetusta e superata e che la sua riscoperta può, al contrario, rappresentare un nuovo punto di partenza per esplorare innovativi sounds, basati soprattutto sulla ritmica utilizzata sia come variazione tematica sia come portante patetica e vagamente allucinogena (è il caso della pizzica nel sud Italia, o le danze Woodoo nell'Africa subsahariana).

La nostra idea, dunque, appare evidente: esportare il nostro "sound", fatto di musica popolare, sia pure con delle rivisitazioni stilistiche, per ri-portarlo alla conoscenza del grande pubblico, sottraendolo così al generale oblio in cui, finora, è stato ingiustamente relegato. Nulla in contrario, dunque, alla esplorazione e alla conoscenza/fruizione di altri generi musicali, a patto che questi ultimi non estinguano il nostro patrimonio storico-musicale, nonché culturale.

Cosa bolle in pentola...
per il futuro anno ancora tante sono le idee che dovranno confluire nel progetto, certo sarà impresa ardua mantenere elevati standard di gradimento, ma questa è una sfida che ci stimola. La mente è ormai al secondo CD già in lavorazione....

Ri Briganti Band

Il cd Musicultura suddista
E' il primo cd della band, uscito a marzo 2010. I brani contenuti sono 12 di cui due inediti più un bonus track con la voce del nostro manager storico nonché amico fraterno scomparso nel 2009. Un lavoro dal tenore decisamente "live", per rispecchiare l'atmosfera dei nostri concerti che, seppur con tutte le variazioni e le elaborazioni armoniche, talvolta perfino psichedeliche con cui abbiamo riarrangiato i brani, si tratta pur sempre di musica popolare.

Caterinè (E. Carta)
Vulesse addiventare (canto popolare)
Don puorco (Amerigo del Mastro)
Tammurriata nera (E A Mario)
Musicultura suddista (Alvise Mascolo)
Palommella (Teodoro Cottrau Domenico Bolognese)
Canto dei sanfedisti (canto popolare)
Tammurriata alli uno (canto popolare)
Balla balla mastu Peppe (Cosimo Antitomaso)
Blues pizica di Aradeo (canto popolare)
Cicirinella (canto popolare)
Brigante se more (Eugenio Bennato)
"Io vivo nell'aria" (Bonus track - omaggio al compianto Conte Luigi Romualdo Del Mastro)



Menu di sezione:


Torna ai contenuti | Torna al menu